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SCIOMACHEN - STUDIO DI PROGETTAZIONE NAVALE

Bonaventura

Zio Mario
Goliarda
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Introduzione
"All'inizio del 1900 nostro nonno era armatore di barche da pesca e da trasporto", racconta Ernesto Sciomachen. "Ricordo i nomi di alcune: Carlomagno, Ortica, Alma e Gemma. Fu nostro padre, ufficiale di marina, a trasmetterci la passione per il
mare. Alla fine degli anni 20 ci costruì un modello navigante di una barca dell'epoca, che chiamammo Bonaventura-Barbariccia, dai personaggi raffigurati sulle vele. Qualche anno dopo, nostro zio ci regalò un
'moscone' (catamarano a remi), che battezzammo Zio Mario in suo onore. Poi fu la volta di Goliarda, ai tempi dell'università, una 'batleina' romagnola. Quando mio fratello Franco terminò il servizio militare, chiedemmo al cantiere Carlini di Rimini di costruirci Almadira, basata sui piani di un dory a vela acquistati attraverso la rivista The Rudder, con la quale per la prima volta portammo a termine la traversata dell'Adriatico. Abbiamo continuato a navigare: con
Scappatella, uno dei nostri primi progetti realizzato da Carlini, in Mediterraneo, e con
Gemma II, un altro progetto Sciomachen realizzato da Morri & Para, attraverso l'Atlantico e in Pacifico".
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Almadira

Scappatella
Gemma II
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Il primo progetto Sciomachen risale al 1951. Si trattava di Mal di Mare (inteso come in Mal d'Africa), un III classe RORC di circa 10 metri di lunghezza fuori tutto armato a cutter. Inizialmente lo studio si è dedicato soprattutto alla progettazione di barche a vela, sia da crociera che da regata.
Arlecchino, secondo per un soffio alla Quarter Ton Cup del 1971,
Linda, vincitrice della One Ton Cup del 1983, e Avant Garde, vincitrice della Centomiglia del Garda del 1984 e del 1985, testimoniano l’impegno nelle barche da regata. Numerosi sono stati i progetti per la costruzione in serie in vetroresina, alcuni derivati direttamente dall’esperienza delle regate, altri concepiti espressamente per la crociera.
Negli ultimi vent’anni l’attività di progettazione dello studio Sciomachen si è ampliata fino a comprendere oggi anche barche a motore plananti e a dislocamento, fast ferries, motonavi trasporto passeggeri e pescherecci. Nel campo del motore, lo studio Sciomachen si è particolarmente occupato di carene veloci, dai piccoli open di serie, alcuni dei quali sono anche stati utilizzati per gare, con velocità superiori ai 60 nodi, alle motonavi trasporto passeggeri, le più grandi delle quali raggiungono velocità superiori a 30 nodi e capacità fino a 450 passeggeri. Un discorso a parte meritano le barche da pesca, per le quali gli obiettivi sono la funzionalità e la possibilità di operare anche in condizioni di tempo avverso, con il massimo rispetto per il fattore umano. La vela rimane comunque viva nel cuore dello studio Sciomachen, e l’impegno maggiore è oggi dedicato alla progettazione di barche per la grande crociera.
I progetti Sciomachen hanno spaziato su quasi tutti i materiali di costruzione. Negli anni cinquanta ogni barca era un esemplare unico in fasciame tradizionale in legno, poi si è passati gradualmente alle barche in serie e alla vetroresina. Per i prototipi, lo studio Sciomachen è stato tra i primi ad adottare le nuove tecnologie sviluppatesi con il progredire delle colle e delle resine. Negli anni sessanta il fasciame longitudinale incollato, negli anni settanta il lamellare, negli anni ottanta i primi compositi avanzati in sandwich di fibra di carbonio su anima aramidica. A questi si sono affiancati i materiali metallici: acciaio per le grandi barche da crociera e da pesca, lega leggera per la regata e per i fast ferries.
Le tecniche di progettazione hanno subito negli anni un radicale cambiamento. I grandi tavoli da disegno, listelli flessibili, pesi, e planimetri hanno lasciato il posto a stazioni CAD tridimensionali computerizzate, in rete tra loro, ognuna con doppio monitor da 21 pollici ad alta risoluzione. Sono cambiati gli strumenti di lavoro, ma alla base di ogni nuovo progetto Sciomachen sono rimasti la creatività, il buon senso e l’esperienza maturata con circa 500 progetti di lunghezza compresa tra 6 e 50 metri.
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